Piano cottura a induzione: funzionamento, consumi, costo e opinioni

I piani cottura a induzione sono molto belli e li vediamo in tv o sulle rivistema ma è difficile ritrovarli nelle case degli italiani. Cucinare con i fornelli a induzione permette di ridurre i consumi di energia ma per diversi motivi, per esempio il loro costo maggiore rispetto ad altre soluzioni, non sono molto diffusi.

Caratteristiche del piano cottura a induzione

I piani cottura di questo tipo lavorano con l’induzione elettromagnetica che riesce a dare calore alle pentole appoggiate sul piano per cuocere i cibi. Funzionano con l’energia elettrica alternata inviata a delle bobine, coperte da vetroceramica, in grado di scaldare il fondo del pentolame e non il piano cottura come avviene normalmente con una cucina a gas.

Infatti il piano cottura risulta sempre freddo e la cottura dei cibi avviene grazie al calore indirizzato esclusivamente sotto la superficie della pentola che, una volta tolta, interrompe e blocca la reazione elettromagnetica.

Uno dei vantaggi di questo tipo di cottura è dato dall’importante risparmio energetico che si genera perché il rendimento è molto alto: le dispersioni di calore sono minime e la stessa cottura col gas comporta un consumo superiore.

Inoltre i tempi di cottura degli alimenti sono più brevi con i piani a induzione perché 1 litro d’acqua bolle in 3 minuti contro i 5 minuti che sono necessari per bollire l’acqua con il gas. Altro aspetto pratico migliore è rappresentato dalla facilità di pulizia e di manutenzione del piano a induzione.

Piano cottura induzione consumi

Bisogna subito sottolineare come i piani a induzione funzionino con l’energia elettrica e come il contatore abbia bisogno di supportare un maggiore fabbisogno rispetto ai classici 3,3 KW che normalmente hanno tutte le abitazioni.

Per questo è bene stipulare un nuovo tipo di contratto con il gestore del servizio per aumentare la portata del contatore: la soluzione può essere quella di portare l’apparecchio ad una potenza di 4,5 KW oppure scegliere i 6 KW.

Sul mercato ci sono modelli che consentono di regolare la potenza assorbita che partono da 500 W per andare a 800, 1200, 1500, 1800 e arrivare a 2000 W. In mancanza del regolatore i consumi possono avere un picco di assorbimento fino a 3500 W.

Vantaggi del piano a induzione

Un piano di cottura a induzione come già premesso non ha dispersione termica. E’ molto bello da vedere perché esteticamente è lineare e di design e garantisce una resa pari al 90%.

E’ molto più sicuro rispetto ad un piano a gas perché si accende soltanto con la presenza delle pentole in quanto riconosce il loro fondo magnetico e anche se ci appoggiamo una mano non rischiamo nulla.

Il piano a induzione è dotato di un timer per regolare i tempi di cottura ed impostare lo spegnimento automatico. La temperatura di cottura va da 60° a 240°. I nuovi piani a induzione sono dotati di aspiratori incorporati che catturano vapori e fumi e quindi non è necessaria la presenza della cappa.

Svantaggi dei piani cottura a induzione

La prima cosa che salta subito all’occhio è l’elevato prezzo di questi sistemi di cottura, che ancora oggi scoraggia l’acquirente.

Altro fattore di per sé negativo è il fatto che quasi certamente si è obbligati a sostituire tutto il parco pentole perché le bobine non funzionano a contatto con fondi in alluminio ed antiaderenti. E non si attivano neppure con tegami in vetro, in rame, terracotta e porcellana.

E’ necessario potenziare il contatore elettrico e portare la sua capacità ad almeno 4,5W perché il contatore classico potrebbe non supportare il fabbisogno energetico richiesto dal piano a induzione.

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Ultimo aggiornamento il 19 Settembre 2019 13:23