I migliori regolatori di carica per pannelli solari

I regolatori di pannelli solari sono necessari per chi ha deciso di produrre da sé dell’energia pulita: grazie al loro costante operato infatti potrete essere certi, in qualunque momento, che la corrente così generata, al pari della tensione, possa essere sempre regolata ad hoc in modo da evitare pericolosi sovraccarichi. Insomma: si tratta di un aggeggio tanto piccolo quanto utile!

Se non avete la più pallida idea di quali possano essere le caratteristiche ideali per un regolatore di pannelli solari, continuate a leggere: cercheremo di darvi qualche dritta.

Tipologie

Sono in realtà soltanto due i tipi di regolatori di pannelli solari su cui è attualmente più facile imbattersi. Il primo, il cosiddetto PWM, sfrutta una tecnologia basata sulla modulazione della larghezza d’impulso, mentre il secondo, noto anche come MPPT, si avvale dell’individuazione del punto di massima potenza. Certo, per i profani quanto detto finora probabilmente è ostrogoto, quindi è forse meglio provare ad essere un po’ più chiari (ovviamente nei limiti del possibile).

Regolatore di carica pwm

In generale vi basti sapere che il PWM, il più semplice ed in più classico fra i regolatori attualmente in commercio, consente di creare un legame diretto tra i vari pannelli solari ed il controller stesso. Il principio su cui è basato il suo funzionamento è che la tensione di lavoro mantenuta dai pannelli e quella delle batterie debbano sempre essere simili, ma mai del tutto corrispondenti. L’aggeggio in questione deve quindi evitare che si verifichi una perfetta uguaglianza tra le due grandezze. La corrente, eventualmente ridotta in relazione ai valori della tensione raggiunti dalla batteria, sarà quindi sempre tale da evitare dei pericolosi surriscaldamenti oppure ancora le non meno preoccupanti formazioni gassose sulla batteria. Data la semplicità del suo principio di funzionamento, questo tipo di regolatore è in genere più semplice da realizzare e da tenere sempre efficiente: non è un caso infatti che il suo prezzo sia sempre inferiore rispetto ad un prodotto della stessa fascia qualitativa ma funzionante grazie a tecnologia MPPT.

Regolatori di carica mppt

Ecco, proprio quest’ultima: un meccanismo che utilizza tale tipo di approccio al problema solitamente si riconosce dalle dimensioni molto più grandi rispetto a quelle del precedente modello. Del resto i circuiti grazie ai quali lavora sono più complessi, arzigogolati e sfruttano l’azione di componenti non esattamente slim. Il principio sul quale il prodotto si basa è che la potenza di ingresso relativa ai pannelli deve essere simile, ma ancora una volta non perfettamente uguale, a quella di carica sviluppata dalle batterie. Anche in questo caso il dispositivo consente quindi di non andare incontro a pericoli quali il surriscaldamento ed eventuali generici malfunzionamenti dell’apparato di produzione energetica.

Quale scegliere?

Ma, in fin dei conti, quale sistema scegliere? La risposta in questo caso è tutto fuorché univoca. Ciascuno dei due apparecchi, e conseguentemente dei due principi di funzionamento, presenta un certo numero di vantaggi e svantaggi. Soltanto un tecnico, in quanto persona competente più di qualsiasi altro comune mortale non addentrato nel settore, saprà valutare le caratteristiche fisiche e climatiche del luogo in cui è stato installato il pannello fotovoltaico, relazionarle alle parti che compongono il sistema e valutare, in rapporto anche al quantitativo di energia prodotta, se suggerirvi l’acquisto di un MPPT (che come detto prima non è la soluzione più diffusa) o di un PWM.

Come generica discriminante sappiate che in linea di massima vi sarà proposto di optare per la prima soluzione se il vostro impianto ha sede in un luogo particolarmente freddo o, di contro, davvero molto caldo, oppure ancora se la stima dell’irraggiamento si mantiene comunque su valori molto bassi.

Un PWM invece assolverà alla perfezione il suo compito nel caso in cui le batterie siano in perenne stato di piena carica, quando l’insieme dei pannelli è stato montato in luoghi caldi ma non torridi oppure ancora se chiamato a lavorare su un sistema di produzione energetica comunque relativamente piccolo.

Caratteristiche di un buon regolatore di carica

Finora, per quanto si sia cercato di semplificare al massimo il discorso (credeteci, più di così non è proprio possibile; apprezzate lo sforzo), si è forse rimasti troppo vincolati all’aspetto tecnico della questione. Forse, soprattutto se si sa già quale tipo di regolatore per pannello solare si necessita di acquistare, al lettore interessa di più valutare le caratteristiche che distinguono un buon prodotto da una mezza fregatura. Bene, sarete subito accontentati.

Tensione

Per prima cosa documentatevi circa i valori della tensione in uscita dei vostri pannelli solari. In genere, a prescindere dalla tipologia, i regolatori supportano una tensione in ingresso pari a 12V, 24V oppure ancora 48V. Regolatevi su questi parametri per appurare che in effetti il prodotto che vi accingete ad acquistare vada bene per il vostro impianto, tenendo a mente che, ovviamente, il regolatore che compererete deve in qualche modo essere in grado di reggere e gestire al meglio la tensione sviluppata dall’interazione tra pannelli solari e batteria.

Amperaggio

Occhio poi all’amperaggio: armatevi di calcolatrice e dividete la potenza in uscita dei pannelli solari per la tensione sviluppata dalla batteria. Il valore così ottenuto vi darà una stima in ampere della corrente in ingresso nel controller. L’intensità massima supportata dall’oggetto in esame deve essere pari ad un valore nettamente superiore rispetto a quello degli stessi pannelli, per sicurezza poi fate in modo di accertarvi che questo gap sia uguale a circa il 15%.

Per essere certi poi di avere tra le mani un buon prodotto, verificate sempre che lo stesso sia stato costruito in maniera tale da prevenire surriscaldamenti, cortocircuiti, sovraccarichi, inversioni di polarità e surplus energetici.

Regolazione

Infine, è forse questa la parte più semplice da portare a termine, scegliete se il vostro controller di pannelli solari debba o meno consentirvi la regolazione manuale dei valori di tensione, essere in grado oppure no di compensare autonomamente degli eventuali innalzamenti imprevisti della temperatura, se preferite che sia fornito di un buon display (possibilmente funzionante grazie ad una tecnologia LCD e dotato di una adeguata illuminazione mediante apposite lampade led) e, dulcis in fundo, se il dispositivo debba disporre anche di eventuali porte USB.

Il miglior regolatore per pannelli solari

E ora passiamo ai consigli specifici su questo prodotto, basati sulla media delle recensioni su Amazon. Questi sono i regolatori con la media voto più alta e/o i più venduti:

Sunix® 20A Pannello solare regolatore della carica Regolatore di carica con USB intelligente, display a LCD 12V-24V

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aggiornato il 21 ottobre 2018 01:48

Caratteristiche

  • Regolatori solari sono integrati in fusione elettrica che non richiedono sostituzioni.
  • Sovraccarico e protezione contro i cortocircuiti. Protezione contro Inverso scarico e inversione di polarità.
  • Nel normale stato di funzionamento, la carica diretta e carica di galleggiamento sono entrambi disponibili, in modo che la durata della vita della batteria aumenta
  • Cinque Modalità di Carico di funzionamento: controllo dell'illuminazione puro, controllo di illuminazione e di controllo di temporizzazione, Funzionamento manuale e modalità di debug.
  • Display LED per le impostazioni, un tasto di funzionamento per completare tutte le impostazioni, intuitivo e facile da usare.

Ultimo aggiornamento 21 ottobre 2018 01:48

Ultimo aggiornamento 21 ottobre 2018 01:48