Bioluminescenza: illuminazione sostenibile alternativa

Nonostante sia un fenomeno fisico di cui si conoscono ancora poco il funzionamento e le cause, la bioluminescenza è considerata una delle nuove frontiere dell’Illuminazione Sostenibile. Si è scoperto e verificato che ci sono alcuni organismi viventi che emettono luce in alcune determinate condizioni, trasformando delle reazioni chimiche in energia luminosa. Tale processo, sul quale si sta lavorando e studiando alacremente, è sfruttato proprio per l’illuminazione di tipo sostenibile che da anni è al centro dell’attenzione degli esperti del settore.

Il fenomeno della bioluminescenza

Il fenomeno comunemente chiamato bioluminescenza è presente in alcuni organismi marini, insetti, funghi ed elementi della flora terrestre. Nel caso degli organismi marini si è scoperto che tale fenomeno è prodotto dai fotofori, ovvero degli organi che producono fotoni. Questi elementi sono presenti in molti invertebrati, nei cefalopodi, negli cnidari e nei pesci.

Per capire il funzionamento della bioluminescenza, sistema utilizzato nel mondo animale per vedere anche nei luoghi dove la luce è scarsa o completamente assente, bisogna premettere che la luce del sole, a livello geologico, è presente in quella che viene chiamata zona eufotica (che arriva fino a 200 metri di profondità) fino a diventare sempre più debole nella cosiddetta zona disfotica (100 metri di profondità) e a scomparire totalmente nella zona afotica. Grazie a questo fenomeno, quindi, gli organismi marini e gli insetti riescono a comunicare, attrarre le prede, quindi mangiare, difendersi e svolgere altre funzioni vitali.

Tale processo è determinato da alcune molecole che, se stimolate da una radiazione luminosa, emettono parte di questa energia in forma di fotoni.

L’Illuminazione sostenibile grazie alla bioluminescenza

Sull’integrazione della bioluminescenza come forma di Illuminazione sostenibile sono al lavoro da anni biologici, chimici, ingegneri biochimici e biotecnologi che stanno studiando come stimolare questi organismi e permettergli di produrre la luce. Ad oggi si è riusciti a realizzare dispositivi in grado di emettere luce per tre giorni consecutivi e l’obiettivo a breve termine è quello di arrivare in pochi mesi a realizzare dispositivi che emettano luce per un mese, migliorando sempre più la qualità della luce.

Com’è facile immaginare qualora i risultati di questi studi e test dovessero portare a risultati soddisfacenti potremmo avere in breve tempo notevoli implicazioni e applicazioni nel settore dell’Illuminazione Sostenibile. Nello specifico si potranno illuminare monumenti, edifici, vetrine, parcheggi, strade e opere architettoniche con un impatto straordinario sull’ambiente. Si tratta infatti di una produzione luminosa naturale che abbatte i consumi di energia elettrica e contrasta l’emissione di anidride carbonica nell’ambiente.

Inoltre grazie all’Illuminazione Sostenibile prodotta dalla bioluminescenza potremmo assistere nei prossimi anni a delle vere e proprie rivoluzioni anche dal punto di vista politico ed economico mondiale. Con questa innovazione, infatti, si potrebbero ridurre gli sprechi dei Paesi più inquinanti e allo stesso tempo permettere a quei Paesi ancora oggi non raggiunti da una rete elettrica (anche per la complessità e il costo delle infrastrutture necessarie) di disporre di fonti di luce, che sono fondamentali sotto diversi punti di vista, sia sociale che ambientale, generando notevoli opportunità e una crescita impressionante soprattutto per i Paesi più poveri.