Boiler solare: funzionamento, prezzi e quale scegliere

Il boiler solare è parte dell’impianto solare termico e grazie alle sue capacità isolanti mantiene calda l’acqua che è viene prodotta dai pannelli solari. Vediamo quali sono i migliori boiler solari e come sceglierli.

Avere sempre dell’acqua calda a propria disposizione per concedersi una doccia rigeneratrice nelle fredde giornate invernali, oppure ancora per lavare i piatti senza rischiare di perdere l’uso delle mani, può essere un piacere, ma è anche un dovere verso sé stessi.

Se a questo uniamo la necessità e la voglia di utilizzare delle fonti di produzione energetica sempre più pulite e l’attrattiva di risparmiare del denaro (che anziché essere destinato al pagamento delle bollette verrà sicuramente impiegato in qualcosa di più soddisfacente) il piacere sarà notevolmente accresciuto.

Come ottenere tutto questo? Beh, magari installando un bel boiler solare

Boiler solare: di cosa si tratta?

Il boiler solare è una delle componenti di maggiore importanza nell’economia di un più complesso sistema di impianto solare termico.

Esso ha infatti la funzione di immagazzinare l’acqua riscaldata dai pannelli  mantenendola a temperature elevate per qualche giorno. Una gran bella comodità, non c’è che dire!

Va da sé che ad un isolamento più vantaggioso del boiler corrisponderà, ovviamente, un insieme di prestazioni migliori.

L’acqua così prodotta, è bene precisarlo in modo da evitare equivoci, viene detta anche sanitaria perché destinata ad operazioni diversi dall’alimentazione dei sistemi di riscaldamento domestici.

Serbatoi di accumulo: come funzionano?

A differenza di quanto potrebbero sostenere i profani, un impianto solare termico consta di svariate parti e non soltanto di pannelli connessi a marchingegni vari. Il boiler ad esempio, come abbiamo chiarito poco prima, può essere un’ulteriore elemento del complesso sistema di produzione energetica qui in esame e rientra nel gruppo delle componenti di accumulo dell’impianto.

Chiaramente nell’economia di questo apparato di produzione ed immagazzinamento di energia pulita è necessario inserire anche degli organismi di distribuzione. Per il momento comunque concentriamoci sui boiler.

Quest’ultimo viene normalmente alimentato dai pannelli solari e, in caso di sporadica necessità, dalla corrente alternata. Il serbatoio consta poi di un paio di interruttori. Il primo, attivato automaticamente dalla presenza dei raggi solari, serve semplicemente a riscaldare l’acqua. Il secondo, progettato per entrare puntualmente in azione nel momento in cui il sole cessa di illuminare i pannelli o quando l’utente utilizza un certo quantitativo di acqua calda sanitaria qui immagazzinata, serve a far fronte alla necessità di portare l’acqua di cui sopra ad alte temperature in tempi relativamente brevi o ad incamerarne nuove scorte. Questa funzione, ovviamente subordinata all’utilizzo di corrente elettrica, permette all’utente di usufruire di scorte idriche che abbiano raggiunto e superato la soglia dei 40° (una condizione perfetta quest’ultima se si considera che è più o meno questo il calore richiesto per eseguire operazioni comuni come ad esempio il sottoporsi ad una doccia).

Infine un boiler si compone normalmente anche di un contatore che consente all’utente di avere le idee chiare in materia di costi, produttività e risparmi (energetici e monetari in genere). Se comunque questo punto vi incuriosisce particolarmente, siamo già in grado di dirvi a monte che l’installazione di un impianto di pannelli solari dotato di boiler vi consentirà di svincolarvi dall’utilizzo di altri sistemi di produzione energetica in un buon 80% dei casi. Ciò significa che, senza poter dare chiaramente delle stime precise e tenendo comunque in considerazione l’idea che ciascuno fa un uso diverso e più o meno incosciente delle fonti energetiche fossili a propria disposizione, chiunque potrà ambire ad un considerevole risparmio.

Un esperimento ben riuscito

In genere un impianto capace di far fronte alle esigenze di una normale famiglia di quattro persone ha una capacità pari a 150 litri ma, se non siete convinti che questi possano bastarvi state tranquilli: i sistemi attualmente in commercio sono capaci di garantire agli utenti sino a 2000 litri di autonomia.

A proposito di quest’ultimo punto: sappiate che il prototipo di tale sistema fu testato del 2012 in una casa di Rocco Briantino, un paesino facente capo alla provincia di Monza Brianza. Il boiler venne installato in un appartamento di proprietà abitato da una famiglia di quattro persone e le sue funzioni vennero monitorate a partire dall’ agosto di quell’anno.

Nonostante nei mesi successivi si fossero verificate ben cinque nevicate di una certa rilevanza e di fossero susseguiti parecchi giorni di pioggia, la famiglia poté contare comunque sui servigi, per così dire, del serbatoio di accumulo.

Si rilevò anzi che per produrre circa 3m³ di acqua furono necessari soltanto 44 KwH, il che si traduce, a livello monetario, in un esborso esiguo pari ad una decina di euro a stento.

Scegliere tra boiler fotovoltaico e tradizionale

A questo punto, diventa importante operare una scelta consapevole: meglio optare per un boiler di concezione tradizionale o per un fotovoltaico? Partiamo col dire che un serbatoio di accumulo alimentato da un sistema di celle solari consente di mandare praticamente in vacanza la caldaia, almeno durante i mesi estivi.

Ciò si traduce non soltanto in un certo risparmio energetico e monetario, ma anche in una bella riduzione dei rischi e delle seccature legate alla manutenzione e all’utilizzo della caldaia: saranno infatti più dilazionate nel tempo le occasioni in cui la stessa necessiterà di controlli e revisioni, vi dimenticherete dei problemi di malfunzionamento legati all’accumulo di depositi di calcare (quest’ultima affermazione trova parecchie conferme scientifiche, ma non è qui il caso di esaminarle), la potenza di fiamma necessaria per il funzionamento del sistema sarà notevolmente ridotta e, soprattutto, finalmente la casa diventerà più sicura: a volte le caldaie sono infatti responsabili di brutti incidenti domestici, soprattutto se utilizzate in concomitanza con l’arrivo del grande caldo. Utilizzarle di meno rende questa evenienza statisticamente ancor meno probabile.

I sistemi alimentati da pannelli solari poi necessitano di scarsa manutenzione: basta pulirli periodicamente e sostituire al bisogno le varie resistenze. L’installazione infine non è classificabile come invasiva (se temete di dover rompere muri e ristuccare pareti siete del tutto fuori strada: non serve altro che collegare, tramite appositi cavi, i pannelli in genere allocati sul tetto, il boiler e la caldaia), anzi, e si rivela capace di risolvere gli immancabili problemi di pressione idrica che caratterizzano le case sviluppate su più piani. In più questo sistema, nella maggior parte dei casi privo di attuatore elettrico, è in grado di funzionare perfettamente anche nell’eventualità in cui dovessero verificarsi dei blackout. Altro piccolo vantaggio: utilizzare un impianto che magari combini caldaia e boiler con una preponderanza di quest’ultima serve anche a scindere le funzioni dei due dispositivi permettendo all’utente di valutare meglio quali siano i costi di gestione legati al riscaldamento degli ambienti e quelli legati invece alla produzione di acqua calda sanitaria, cosa impossibile per chi si affida soltanto all’impiego delle caldaie a gas.

Detto questo, è comunque necessario precisare che per quanto potente e performante possa essere il boiler ed il pannello solare ad esso collegato, l’interazione con una caldaia, magari a pellet in modo da risparmiare ulteriormente sui costi di gestione della casa o per ricevere degli incentivi fiscali se è arrivato il momento di sostituire il vecchio impianto, è comunque consigliata. Grazie alla caldaia tradizionale infatti l’utente ha la certezza di poter contare sull’acqua calda in qualsiasi condizione climatica o persino in caso di iperutilizzo della stessa. Ma questo punto è già stato chiarito in precedenza e non è quindi necessario dilungarsi ulteriormente sulla questione.

Installazione e posizionamento del boiler solare

Se finalmente vi siete convinti ad installare il vostro bravo boiler solare, sappiate che in genere i tecnici possono scegliere, in base alle caratteristiche del vostro impianto fotovoltaico e dell’abitazione in genere, di posizionare l’oggetto in modalità diverse.

In particolare si dovrà decidere se propendere per una circolazione naturale, forzata o a svuotamento. Sì, mi rendo conto che si tratta di una precisazione che, se non corredata da ulteriori informazioni, lascia un po’ il tempo che trova. Ecco perché ho ritenuto opportuno chiarire, senza scendere troppo nei dettagli, l’intera faccenda.

Impianti a circolazione naturale

E’ forse il più semplice tra i sistemi qui proposti ma, purtroppo, anche il meno adatto a garantire prestazioni degne di nota. In questi casi il boiler trova sempre posto in posizione più elevata rispetto al collettore fotovoltaico perché, così come stabiliscono le leggi della fisica, l’acqua calda tende sempre a muoversi verso l’alto, mentre l’acqua fredda a depositarsi sul fondo.

Questo genere di installazione non è per niente invasiva ma non consente all’utente l’acquisto di boiler dalle dimensioni particolarmente significative (mediamente con tale impianto non si dovrebbero produrre oltre i 5m³ di acqua sanitaria a meno che non ci si affidi ad un sistema a circuito chiuso che, grazie all’impiego di un buon dispositivo per lo scambio termico, utilizza il calore convogliato sul serbatoio senza riscaldare quindi direttamente l’acqua qui contenuta la quale riesce a raggiungere in ogni caso delle temperature piacevoli).

Tra l’altro le prestazioni generali del sistema subiscono una sorta di involuzione nei periodi più freddi dell’anno dato che il serbatoio viene di norma installato all’esterno dell’abitazione e che ovviamente anche l’acqua qui contenuta risente delle basse temperature dell’ambiente.

Nel caso in cui si optasse per un sistema di installazione a circolazione naturale sarebbe possibile poi scegliere di allacciare collettori solari di varia natura (sì quindi ai pannelli piani vetrati così come ai tubi sottovuoto).

Impianti a svuotamento

Si tratta di un’idea tutto sommato abbastanza innovativa che rielabora le ormai datate nozioni che stanno alla base dei sistemi a circolazione naturale.

Negli impianto a svuotamento, a differenza di quanto accadeva nel caso precedente, è presente anche un serbatoio di drenaggio che tende ad aspirare e raccogliere l’acqua incamerata nel boiler solare allorquando la pompa smette momentaneamente di funzionare.

Non soltanto questa tecnologia evita che l’eventuale fluido antigelo (non sempre esso viene utilizzato) possa in qualche modo stagnare all’interno del sistema, ma l’intero apparato risulta complessivamente più efficiente rispetto al caso precedentemente illustrato.

Impianti a circolazione forzata

Per quanto riguarda gli impianti a circolazione forzata invece i tecnici si avvarranno di una serpentina che verrà collocata nel boiler. Quest’ultimo, diversamente da quanto accade negli impianti precedentemente descritti, verrà posto all’interno dell’abitazione. La serpentina di cui sopra servirà a mantenere il serbatoio in perenne comunicazione con la pompa di circolazione e con il pannello fotovoltaico mentre il liquido antigelo resterà continuamente in funzione.

Si tratta chiaramente del più complesso tra i tre sistemi proposti e, non a caso, se ne consiglia l’impiego soprattutto agli utenti che necessitino di produrre ed incamerare grossi quantitativi di acqua calda o che, per svariate ragioni, non abbiano la possibilità di installare sul tetto il loro boiler.

I costi

Eccoci arrivati alle dolenti note. Considerando il sistema sin qui proposto come un’insieme di boiler, elementi di raccordo e pannelli solari, è possibile dare una stima di massima della cifra da stanziare nel caso in cui si optasse per l’acquisto del prodotto.

Non si stanno qui tenendo in considerazione parametri quali, ad esempio, la capacità del serbatoio, il costo della mano d’opera o la possibilità di accedere ad eventuali scontistiche. Si fa tra l’altro riferimento in questa guida a prodotti di buona qualità ma non ai top di gamma.

In linea generale quindi è possibile affermare che l’acquisto di un semplice boiler dovrebbe richiedere all’utente l’esborso di 500 o al massimo 600 euro. Se invece, oltre al serbatoio, è necessario comprare anche un pannellino solare, il prezzo lievita sino a sfiorare i 3000 euro. Il kit di raccordo infine, ovviamente elemento necessario ed imprescindibile, dovrebbe avere un valore stimabile intorno ai 150 euro.

Si tenga comunque presente che le varie ditte, prima di avviare i lavori, sono tenute a rilasciarvi dei preventivi nei quali sono tra l’altro indicati anche i costi di installazione dei prodotti acquistati.

Foto copertina by: By CachogarayOwn work, CC BY-SA 4.0, Link.