Riscaldamento a pavimento: costo, caratteristiche e vantaggi

Le nuove abitazioni, com’è ovvio che accada, si avvalgono spesso di sistemi di costruzione all’avanguardia e di accessori impossibili da trovare in immobili di più antica fabbricazione.

A volte poi capita, un po’ come spesso succede nel mondo della moda, di usufruire di qualche ripescaggio opportunamente rivisto e corretto. E’ questo il caso del riscaldamento a pavimento.

Il riscaldamento a pavimento: cosa c’è da sapere?

Il riscaldamento a pavimento, soprattutto a determinate generazioni di utenti, può sembrare un’innovazione di grossa portata, il frutto di una scelta stilistica intelligente derivante dalla moderna idea di gestione degli spazi. Beh, non è proprio così.

I primi esemplari di pavimento riscaldato comparvero già negli anni ’50 (ovviamente in case altolocate, ma questa è tutta un’altra storia). Nel tempo finirono per diffondersi a macchia d’olio tanto da raggiungere l’apice del loro successo intorno agli anni ’70. Successivamente, chissà poi perché, gli allora moderni standard di costruzione si orientarono sulla sostituzione del riscaldamento a pavimento con i termosifoni. La scelta sembrò riscuotere un certo successo, almeno sino alla nostra contemporaneità: al giorno d’oggi infatti pare essersi nuovamente affermato il modello proposto negli anni ’50.

Certo, a differenza di quanto accadeva all’epoca i moderni impianti sono alimentati da un sistema di pannelli radianti, sistema indubbiamente più economico e funzionale rispetto al gas o al gasolio di cui si avvantaggiavano gli altri, ma anche questa è tutta un’altra storia…

Come funziona il sistema di riscaldamento a pavimento?

Chiaramente i pannelli ai quali si accennava poco sopra non sono magici: essi funzionano grazie ad apposite tubazioni alimentate ad acqua oppure ancora grazie al supporto di resistenze elettriche. Sull’uno o sull’altra vengono poi montati dei pannelli radianti che convogliano il calore spingendo l’aria calda verso l’alto e riscaldando quindi dapprima i pavimenti e successivamente l’ambiente.

Impianto ad acqua o ad energia elettrica?

Beh, dipende. Se si desidera risparmiare qualcosa in fase di realizzazione magari si dovrebbe propendere per i modelli ad acqua. Un riscaldamento a pavimento così alimentato infatti può funzionare grazie ad una vasta gamma di dispositivi preposti a rendere caldo il prezioso liquido: dalla caldaia all’impianto solare, dal pellet al fotovoltaico passando per le più ovvie pompe di calore. Chiaramente l’impiego dell’uno o dell’altro dispositivo si traduce anche in maggiori o minori margini di risparmio in bolletta nonché nell’utilizzo di sistemi di riscaldamento più o meno green. Sicuramente comunque fareste un passo avanti rispetto ai comuni radiatori che funzionano soltanto se l’acqua raggiunge e supera la temperatura di 70°: qui bastano appena 40°!

Il sistema di riscaldamento elettrico invece prevede la possibilità di controllare agevolmente la temperatura di ogni stanza, magari impostandola su valori diversi, ed è molto più silenzioso rispetto a quello ad acqua. Inoltre, in confronto a quest’ultimo, occupa meno spazio, tanto da consentirvi di installarlo su pavimenti preesistenti che magari avete già deciso di ricoprire con legno, parquet o qualunque altra superficie solida. Infine il riscaldamento a pavimento elettrico non necessita di alcuna manutenzione anche se è forse un po’ meno economico da realizzare. Insomma: a voi la scelta.

Perché installare un sistema di riscaldamento a pavimento?

Per svariate ragioni a cui tra l’altro abbiamo già accennato: si tratta di una soluzione verde e capace di garantire all’utente un certo risparmio, soprattutto in tempi successivi al momento dell’avvenuto ammortamento delle spese.

In secondo luogo, e a questo non avevamo ancora pensato, un sistema di riscaldamento a pavimento può anche trasformarsi all’occorrenza in un impianto di raffreddamento. Tra l’altro, caldo o freddo che si voglia generare, la temperatura prescelta si diffonde nell’ambiente sicuramente con una omogeneità migliore rispetto a quanto accade utilizzando altri strumenti della stessa natura il che consente non soltanto di non sudare o di non battere i denti, ma anche di spegnere quanto prima il sistema riducendo ulteriormente i consumi.

In ultimo: non tutti ne hanno idea, ma un simile apparato di climatizzazione consente di ridurre non poco il quantitativo di acari ed allergeni presenti nell’ambiente.