Nearly Zero Energy Buildings ovvero edifici a consumo zero di energia

Il risparmio energetico è al centro dell’attenzione internazionale soprattutto nell’ottica della riduzione delle emissioni in atmosfera, responsabili dell’innalzamento della temperatura globale e secondariamente degli sconvolgimenti climatici cui stiamo assistendo. Per scendere a livello più popolare, comunque, anche l’idea di non spendere più nemmeno un centesimo per l’energia che necessita nelle case è certamente qualcosa che farebbe molto comodo a chiunque. Affrancarsi dal consumo energetico, il concetto di Zero Energy Building, ossia gli edifici a consumo zero di energia, autosufficienti sotto questo aspetto sta diventando realtà. Da alcuni anni si sta affrontando questo tema, a palazzi che siano perfettamente funzionanti senza alcun apporto energetico esterno ma a questo si arriverà per passi successivi mentre quello cui si può tendere al momento attuale sono i Nearly Zero Energy Building (ZNEB) ovvero edifici quasi autonomi, costruzioni con consumi estremamente limitati grazie ad un insieme di progettazioni attente a materiali e tecniche per evitare ogni possibile dispersione e l’adozione di sistemi di generazione di energia attraverso fonti rinnovabili.

Secondo una direttiva dell’Unione Europea del 2010, deve essere considerato un nuovo parametro per l’efficienza che viene calcolato attraverso complicati algoritmi che tengono conto di diversi fattori costituiti da isolamento termico, materiali, tipi di porte e finestre, coibentazioni, sistemi di generazione di energia e molto altro che porta verso il basso il consumo di energia apportata dall’esterno.

Il futuro dell’edilizia

Come abbiamo visto, quindi, la classificazione degli edifici è destinata ad una rivoluzione, il calcolo complesso di molti fattori in più rispetto a quanto considerato in passato, costituisce la Valutazione energetica preliminare dei NZEB, calcolata ancora prima della costruzione degli edifici. Con questo nuovo strumento si intende validare il progetto costruttivo soltanto se il nuovo parametro sarà coerente con le determinazioni della direttiva Europea. Questa strada ecologista trae la sua importanza dalla considerazione che il 40% delle emissioni di gas serra dipende dall’edilizia e gli edifici sono, complessivamente, responsabili del 36% delle emissioni di gas serra. Da ciò si comprende quanto sia importante un’inversione di tendenza attraverso edifici più rispettosi dell’ambiente, contro gli sprechi anche perché oltre all’inquinamento e ai gas serra che sono un capitolo importante per l’ambiente, occorre anche considerare che le risorse del nostro pianeta non sono infinite, anzi, molti autorevoli scienziati hanno ammonito che il ritmo di sfruttamento del pianeta com’è attualmente porterà all’esaurimento delle risorse entro pochi decenni. La tendenza dell’edilizia va ancora oltre: non solo autosufficienza energetica degli edifici ma costruzioni in grado  di produrre più energia di quanta serve, cedendo il surplus in rete per essere utilizzata da altre utenze risparmiando le risorse energetiche non rinnovabili. Per il momento chi vorrà costruire lo dovrà fare seguendo i nuovi criteri per trasformare le nostre città da agglomerati divoratori di energia ed emettitrici di gas serra in nuove città assolutamente verdi e silenziose, anche magari, grazie alle auto elettriche che certamente vedranno ampia diffusione nei prossimi anni. Su questo si stanno muovendo i mercati, anche spinti da decisioni politiche di alcuni Stati, per ora, che stanno per mettere al bando le auto dotate di motori termici