Riscaldamento a biomassa

Per ricavare energia – obiettivo fondamentale per ogni tipo di forma di vita, anche quella umana e sociale – da anni ci si sta occupando di trovare soluzioni sempre più efficaci ed efficienti ma che allo stesso tempo non abbiano conseguenze negative nell’impatto con l’ambiente, come spesso è accaduto negli ultimi decenni. In questo senso una prospettiva molto interessante è quella proposta dalla bioenergia, ovvero l’utilizzo della biomassa per ricavare energia.

La biomassa

Quando si parla di biomassa ci si riferisce a degli organismi (vegetali o animali) presenti in un’ambiente (di mare o di terra) e che, tramite alcun procedimenti, possono essere modificati per ricavare energia (termica, elettrica o dei combustibili). Gli organismi che compongono la biomassa possono derivane da residui di attività forestali o agricole, alghe marine, reflui urbani organici, scarti delle industrie forestali, liquidi reflui degli allevamenti, legna da ardere o da alcune piante coltivate specificatamente per questo scopo.

Il processo di formazione della biomassa

Tutta la vegetazione che ricopre un determinato suolo è un vero e proprio giacimento di energia solare, attivata dal sole stesso tramite i noti processi di fotosintesi. Tramite i vari processi molecolari e chimici si ottiene una quantità notevole di energia che è stata stimata corrispondere a circa dieci volte tutto il fabbisogno di energia annuale a livello mondiale.

Da tutta questa energia naturale bisogna ricavare elettrica o utile ai fabbisogni dell’uomo. Per perseguire questo scopo sono impiegate diverse tecnologie, tra cui quella di gassificazione, pirolisi, combustione, digestione aerobica e anaerobica e cofiring.

Biocombustibili e teleriscaldamento

Tutte queste diverse tecnologie, nelle loro peculiarità, vengono impiegate per i biocombustibili e il teleriscaldamento.

I biocombustibili (come il biodiesel o il bioetanolo) hanno un potere energetico elevato e, essendo sintetizzati dagli zuccheri o dai carboidrati hanno un impatto a livello di inquinamento minore sull’ambiente, in quanto rilasciano meno anidride carbonica. Nonostante questi grandi vantaggi e i costi ridotti è una tecnologia ancora in fase embrionale che deve essere ancora molto sviluppata.

Il teleriscaldamento, invece, è una particolare centrale che produce calore che viene poi distribuito tramite una rete. Per quel che riguarda l’Italia queste reti sono l’aspetto più oneroso del sistema e si preferisce distribuire calore tramite acqua calda o surriscaldata.

I limiti delle biomasse

Sono presenti anche dei limiti e delle notevoli problematiche nel settore delle biomasse. Il problema principale è relativo all’ottenimento delle biomasse e ai costi per ottenere energia. Per ottenere un numero significativo di biomasse sono necessari sia grandi terreni, ma anche notevoli quantità d’acqua, con tutte le conseguenze a livello di costo che questo rappresenta. I costi sono inoltre notevoli anche dal punto di vista dell’inquinamento: essendo fonti fossili, le biomasse per la produzione di biocombustibile generano molta anidride carbonica e potrebbe non essere del tutto vantaggioso questo processo. Infine bisogna considerare anche l’aspetto naturalistico: in alcune parti del mondo è in corso un enorme disboscamento, proprio per ottenere coltivazioni e impianti di biomasse. Considerate tutte le problematicità qui esposte l’interrogativo se valga davvero la pena danneggiare ecosistemi per perseguire questo tipo di investimento e ricerca, appare più che legittimo.