Fasce orarie Enel: come funzionano e quali scegliere per risparmiare

I consumi energetici incidono profondamente sui costi della vita. E’ possibile però adottare alcuni accorgimenti per risparmiare sui consumi di energia. Per ridurre le spese si possono seguire le fasce orarie di Enel che consistono nell’utilizzare la corrente elettrica in determinati orari pagandola ad un costo inferiore.

Ad esempio far funzionare i grandi elettrodomestici in alcune fasce orarie, permette di usufruire dell’elettricità a costi più bassi. Se non sai quanto consumano quelli che hai in casa puoi utilizzare un misuratore di costi energetici che calcola i consumi degli elettrodomestici. Vedremo nel dettaglio come funzionano le fasce orarie Enel e come ci aiutano a rendere la bolletta meno costosa.

Come funzionano le fasce orarie

Per cominciare bisogna sapere che esistono due tipi di tariffe, quella monoraria e quella bioraria. Come anticipa il nome la prima non prevede variazioni dei costi ma si basa su un unico costo su kWh indipendentemente dal momento in cui si utilizza l’energia elettrica.

La tariffa bioraria invece si differenzia dalla prima perché prevede costi diversi in base all’orario in cui si sfrutta e si consuma la luce. In pratica questa tariffa favorisce i consumi in determinati momenti nell’arco delle 24 ore, nei quali il costo energetico è rifotto.

Tutto il mercato libero dell’energia prevede la tariffazione a fasce orarie ed in particolare la proposta bioraria presenta numerose soluzioni possibili, proprio per soddisfare le diverse esigenze del consumatore. Sia che si tratti di Enel che di altro operatore, le tariffe sono diverse a seconda del tipo di piano e comprendono diversi costi, oltre a quelli dell’effettivo consumo.

Le fasce orarie si dividono in fascia F1 e fascia F23.

Fascia F1

La fascia F1 considera i consumi energetici dalle 8 del mattino alle 19 di sera, cioè nelle ore centrali della giornata, ed è in vigore nei giorni feriali dal lunedì al venerdì. E’ la più costosa perché registra i consumi nell’arco della giornata ma non è in vigore nei giorni festivi e nemmeno di sabato e domenica.

Fascia23

La fascia F23 ha unificato insieme quelle che un tempo erano F2 ed F3. Si tratta della fascia meno dispendiosa in cui è consigliato concentrare i consumi energetici perché il loro costo è inferiore. Questa fascia è in corso dal lunedì al venerdì dalle ore 19 alle 8 del giorno successivo, nei giorni festivi e di sabato e di domenica.

Quanto costano le fasce orarie

Si potrebbe pensare che le tariffe più convenienti siano per forza quelle biorarie ma non è propriamente così. Bisogna valutare il nostro stile di vita e capire quanto e quando siamo presenti in casa. Infatti chi vive prevalentemente in casa durante il giorno e ha una famiglia piuttosto numerosa potrebbe prediligere una tariffa monoraria e ne ricaverebbe maggiori vantaggi.

Tariffa bioraria Enel

Al contrario la tariffa bioraria è indicata per chi è fuori tutto il giorno e rientra a casa la sera. E’ in queste ore che utilizzerà prevalentemente gli elettrodomestici e il contatore elettrico registrerà i maggiori consumi. In questo caso è opportuno indirizzarsi sulla tariffa bioraria.

Non sono soltanto i diversi tipi di fasce orarie ad incidere sui costi nella bolletta della luce. Ogni utenza si differenzia dall’altra per diverse variabili. Vanno considerati il tipo di contratto sottoscritto, la potenza del contatore, le accise, gli oneri di servizio ed altri fattori che insieme incidono in maniera più o meno importante sui costi energetici.

Ad un primo impatto potrebbe sembrare più economica la tariffa bioraria ma oggi non ci sono risparmi davvero consistenti in bolletta per chi utilizza l’elettricità in prevalenza nelle ore notturne. Questo perché i costi tra le fasce si sono ridotti a causa di una maggiore produzione energetica da fonti rinnovabili, che avviene di giorno. Inoltre potrebbe essere più conveniente l’attivazione di una tariffa monoraria che preveda un contratto con prezzo dell’energia bloccato in modo da poter utilizzare la luce in qualsiasi momento della giornata senza avere aumenti dei costi di consumo.

Tariffe Enel

Leggere una bolletta della luce non è la cosa più semplice del mondo perché ci sono infinite voci che spiegano nel dettaglio i costi. Il consumo energetico in sé non è infatti l’unica voce che fa lievitare i costi della bolletta.

Sono presenti in bolletta diverse voci che vanno ad incidere sui costi mensili della bolletta Enel a partire da un costo fisso annuo che viene spalmato in quote mensili. La quota indicata varia anche a seconda della potenza del contatore. Se si utilizza una potenza fino a 3 kW, cioè quella standard per le abitazioni, il costo è inferiore rispetto ad un contatore con potenza di 4, 6 o 7 kW.

I costi per l’energia elettrica oltre agli importi fissi prevedono anche l’imposta sul valore aggiunto, cioè l’IVA, e le accise sull’energia che sono presenti nel nostro Paese. Tutte queste quote concorrono a formare la tariffa finale che ci si ritrova poi in bolletta.

Costo energia elettrica

Prelevare dalla rete kWh di energia elettrica significa accollarsi un costo che varia poi in base al consumo complessivo e agli scaglioni di consumo.

Per quanto riguarda Enel i costi di consumo annuo rientrano in queste fasce: fino a 1800 kWh il prezzo dell’energia è di 0,043192 euro, da 1801 kWh fino a 2640 kWh si passa a 0,100952 euro. Il costo dell’energia elettrica sale a 0,267742 da 2641 a 4440 kWh e se si superano i 4441 kWh la tariffa applicata è di 0,214692 euro per ogni kWh.

I prezzi che scaturiscono non sono finiti così ma comprenderanno anche l’IVA, gli importi fissi e le accise. Quello che appare chiaro è che i costi dell’energia aumentano con l’aumentare dei consumi e le tariffe sono più onerose se si superano determinate soglie di kWh presi dalla rete elettrica.